LE CITTA’ DI PIANURA

Il film che descrive l’Italia ha conquistato Cannes

La tomba Brion di Carlo Scarpa; uno dei luoghi più carichi di significato del film

La pellicola risulta essere estremamente coraggiosa, innanzitutto per il tema, perché racconta una parte d’Italia che non era mai stata al centro della narrazione unica che si fa del nostro paese. Una regione fredda, uggiosa, lontana dall’immaginario del sole e del mare che tanto amano all’estero e che tanto vende. Le città di pianura del Veneto non mostra quello che il mondo conosce, Venezia è relegata ai piccoli locali, al silenzio della notte, usata non per fare da cornice ad una piazza San Marco illuminata, ma per rendere assordanti i rumori delle poche anime che ne popolano i vicoli. Allo stesso modo Cortina, teatro della scena conclusiva del film, non si fa bella tra le Dolomiti, ma offre ai nostri un gelato, al bordo di una strada trafficata, che rende la città irriconoscibile, svestita del suo abito da sera. 

Mostra invece il Veneto per quello che è, una regione da quasi cinque milioni di abitanti che non abitano in una cartolina, ma tra i monti e il mare, in una terra di incontro tra una generazione anziana, sempre più distante, e una nuova, spesso immigrata da altre parti d’Italia e del mondo, che appaiono incapaci di comunicare, ma che, come Sossai vuole dimostrare, possono ancora parlarsi e trovarsi. 

Francesco Sossai si espone anche politicamente, denunciando un’industrializzazione che per decenni ha devitalizzato i suoi lavoratori, costringendoli alla fabbrica e alla solitudine, per poi abbandonarli, con una pacca sulla spalla, per quanto costosa, che loro anche dopo tanti anni indossano fieramente, perché è il simbolo di una vita. 

Un film che, in un periodo buio del nostro cinema, a maggior ragione alla luce delle ultime notizie politiche, si erge a speranza del fatto che quella che è stata la grande caratteristica del cinema italiano nello scorso secolo, ovvero raccontare la contemporaneità, possa ancora competerci. 

Valutazioni:

IMDb: 7,5/10

Letterboxd: 3,8/5